Origini e Simbolismo:
Il Bharata Natyam è una delle più antiche e complesse forme di Danza Classica sorta più di 2500 anni fa in India, nell’odierno stato meridionale del Tamil Nadu.
In origine veniva eseguito esclusivamente dalla casta delle devadasi (letteralmente dal sanscrito, 'ancelle di dio'), all’interno del precinto sacro del tempio come parte integrante del servizio rituale dedicato alla divinità. Le danzatrici sacre venivano considerate manifestazioni terrene delle ninfe celesti, le Apsaras, nonchè consorti della divinità, alla quale venivano consacrate attraverso la celebrazione di un matrimonio simbolico.
Onorata come nityasumangali, 'colei che porta il buon auspicio', la devadasi e la sua arte venivano contemplate come un mezzo attraverso cui assaporare e celebrare l’unione con il divino.
Molte leggende narrano di un tempo in cui gli dèi, allarmati dalla decadenza del mondo, supplicarono il Creatore Supremo, Brahma, affinchè concedesse un varco per penetrare nell'animo degli uomini, un nuovo mezzo che permettesse a tutti di accedere alla conoscenza, che scuotesse la coscienza dall'apatia e dall'ego e esortasse ad abbracciare l’immortale necessità di valori come integrità, purezza e devozione; virtù che in India sapientemente coincidono con l'ideale stesso di Bellezza.
Brahma esaudì le preghiere degli dèi ed impartì il nuovo insegnamento al saggio Bharata. Fu così che dai Quattro Veda ne emerse un quinto: il Natya Shastra, l’opera attravero cui gli dèi offrivano l’arte purificatrice della danza all’umanità intera.
Fu grazie a Shiva, il Grande Asceta, che la danza si fece rivelazione. Nella sua forma di Nataraja, il Signore della Danza, Shiva scuote i pilastri stessi dell’Universo abbandonandosi alla Danza della Beatitudine Suprema, Ananda Tandava. Egli regge il damaru, simbolo della vibrazione primordiale che da inizio alla creazione, e con la mano destra esegue l’abhaya mudra, il gesto che disperde ogni timore. In un’altra mano sorregge il fuoco purificatore, simbolo di distruzione e mutamento, con il braccio sinistro disteso invita il fedele a prendere rifugio. Il piede sinistro, sollevato, evoca liberazione e salvezza, mentre il destro calpesta il demone deforme dell’ignoranza.
Il Bharata Natyam è pertanto manifestazione dell’eterna trasformazione dell’Universo, che Shiva crea e riassorbe al ritmo della sua Danza Cosmica.
E come il fuoco viene considerato mezzo purificatore attraverso cui le offerte e le preghiere degli uomini raggiungono gli dèi, così il Bharata Natyam è ritenuto una danza-fuoco, manifestazione mistica di tale elemento all’interno del corpo umano, esperienza catartica che coinvolge contemporaneamente chi esegue e chi alla danza sacra assiste. I movimenti di un esperto danzatore di Bharata Natyam ricordano il guizzo e la potenza di una fiamma.
Tecnica:
Il Bharata Natyam include due aspetti principali:
• Abhinaya è l’arte drammatica di descrivere una storia, solitamente dalla mitologia hinduista, utilizzando la mimica del volto, la gestualità delle mani (mudras), l’esplorazione delle emozioni (rasa).
Uno degli aspetti più distintivi e stupefacenti del Bharata Natyam risiede nella capacità del danzatore di ritrarre ed impersonare tutti i caratteri presenti all'interno di una coreografia. Egli diventa quindi dio, devoto, narratore, animale, demone fluttuando costantemente dall’uno all’altro lungo l’intero svolgersi del racconto.
• Nritta è la combinazione di tutti i movimenti codificati definiti anche danza pura, dettati da meticolosi schemi geometrici ed eseguiti in diverse velocità.
Il repertorio tradizionale alterna coreografie di danza pura come il Jatiswaram e composizioni assai più intense ed espressive il cui culmine viene senz'altro raggiunto nel Varnam, dove ritmi sempre più complessi si combinano magistralmente con lo snodarsi del racconto, incentrato solitamente sulla sofferenza di una giovane fanciulla separata dall’amato, affascinante metafora da secoli esplorata al fine di descrivere e risvegliare il desiderio dell’anima di ricongiungersi al divino.
Sebbene al giorno d’oggi questa forma d’arte sia definitivamente passata dal tempio ai palcoscenici di tutto il mondo, il contenuto e lo scopo finale del Bharata Natyam permangono e richiedono passione e costante dedizione.
